REM (sonno)

Sigla di rapid eye movements, che in neurofisiologia indica la fase del sonno caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi, scomparsa della sincronizzazione dell’elettroencefalogramma e modificazioni dell’elettromiogramma, nonché da alterazioni varie del sistema nervoso autonomo (miosi, aritmie cardiache, ipotensione arteriosa ecc.). Nell’uomo coincide con il periodo di più intensa attività percettiva e cognitiva, in cui si organizzano gli elementi del sogno.

Risonanza magnetica nucleare

La risonanza magnetica nucleare (in sigla RMN) è una tecnica radiologica basata sull'applicazione di un campo magnetico statico e onde di radiofrequenza per produrre immagini del distretto corporeo in esame in tutti i piani dello spazio.  Rispetto ad altre metodiche di visualizzazione, la RMN presenta numerosi vantaggi: assenza di artefatti dovuti alle strutture ossee, possibilità di ottenere sezioni a vario orientamento (sagittale, assiale, coronale), invasività quasi nulla e impiego di radiazioni non ionizzanti. La RMN è impiegata a livello cranico, della colonna, del midollo spinale, dell'apparato muscolo-scheletrico e degli organi interni, per individuare malformazioni, processi morbosi di natura vascolare, tumorale e traumatica.

Si qualifica come la principale tecnica di studio del cervello consentendo un’eccellente valutazione morfologica grazie all’elevata risoluzione di contrasto. È la tecnica più indicata per lo studio delle patologie del sistema nervoso centrale, dalle anomalie di sviluppo alle patologie acquisite neoplastiche, vascolari, infettive, degenerative, post-traumatiche e da coinvolgimento del cervello in corso di patologie sistemiche. 

Risonanza magnetica funzionale

La risonanza magnetica funzionale (in sigla fMRI) è una tecnica di imaging biomedico non-invasiva, che fornisce una mappa delle aree cerebrali funzionalmente eloquenti. Viene impiegata sia a scopi clinici che di ricerca. Consente di verificare se, all'interno o nelle vicinanze di una lesione cerebrale, persiste un'attività funzionale importante, per poterla preservare. La rilevazione permette così di pianificare pre-operatoriamente l'approccio chirurgico ottimale e intra-operatoriamente aiuta il neurochirurgo a orientarsi fornendo informazioni strutturali e funzionali.