Narcolessia

Condizione morbosa caratterizzata da accessi improvvisi di sonno, che durano di solito solo qualche minuto, eccezionalmente una o due ore. Le crisi possono ripetersi più volte nel corso della giornata e al risveglio, spontaneo o causato da stimoli ambientali, si ha una ripresa normale del comportamento. 

Nervoso (sistema)

L’insieme di organi specializzati nelle funzioni di ricezione, conduzione ed elaborazione degli stimoli; collega le varie parti dell’organismo e ne coordina le attività, interviene nella regolazione del trofismo e delle funzioni dei singoli organi; mette l’organismo in grado di ricevere stimoli dal mondo esterno e di reagire. Viene suddiviso in sistema nervoso centrale (SNC), sistema nervoso periferico e sistema nervoso autonomo. Per un approfondimento sull'anatomia e il funzionamento del SNC, è possibile collegarsi alla nostra Overview del SNC.

Neurochirurgia

Ramo specializzato della chirurgia, che ha per oggetto le patologie del sistema nervoso. Più delle altre branche chirurgiche, essa deve rispettare le strutture coinvolte nel tentativo terapeutico. Le tecniche moderne sono basate sul massimo rispetto del tessuto nervoso; per questo motivo risulta indispensabile l’utilizzo di strumentazioni molto sofisticate, sia per l’accesso sia per la manipolazione chirurgica. L’accesso viene studiato in riferimento alle caratteristiche della lesione e alla sua localizzazione, rilevabili mediante la TC e la RM. 

Neurodegenerative (malattie)

Insieme composito di patologie del sistema nervoso centrale caratterizzate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare a carico dei neuroni. L’eziologia esatta alla base di questo processo patogenetico non è definita, tuttavia fattori di rischio di origine sia genetica sia ambientale sembrano giocare un ruolo fondamentale. Il deterioramento neuronale è causa di un irreversibile quanto inevitabile danno delle funzioni cerebrali che si manifesta, a seconda del tipo di malattia, con deficit cognitivi, deterioramento cognitivo maggiore, alterazioni motorie e disturbi comportamentali e psicologici, più o meno gravi.

Per malattie neurodegenerative si intendono diverse entità cliniche ben definite, delle quali le più note sono la malattia di Alzheimer e di Parkinson, la malattia di Huntington, la sclerosi laterale amiotrofica, la paralisi sopranucleare progressiva, la demenza frontotemporale e la malattia a corpi di Lewy. Per un approfondimento è possibile collegarsi alle singole voci del neurodictionary ovvero alla nostra Area Clinica.

Neuroimaging Funzionale

Il Neuroimaging funzionale è l'utilizzo di tecnologie di neuroimmagine in grado di misurare il metabolismo cerebrale, al fine di analizzare e studiare la relazione tra l'attività di determinate aree cerebrali e specifiche funzioni cerebrali.

È uno strumento di primaria importanza nelle neuroscienze cognitive e in neuropsicologia. Oltre alle classiche applicazioni di ricerca sperimentale sui processi neurocognitivi, le tecniche di neuroimaging funzionale stanno acquisendo una sempre maggiore importanza nella clinica e nella diagnostica neurologica, per lo studio delle alterazioni encefaliche in seguito a patologie traumatiche, oncologiche, vascolari e neurodegenerative.

Per un approfondimento è possibile collegarsi alla pagina Neuroimaging.

Neurologia

Disciplina medica che studia gli aspetti anatomofisiologici, patologici e clinici delle malattie del sistema nervoso centrale e periferico. Nell’accezione attuale la neurologia viene intesa come riferita soprattutto allo studio delle malattie organiche del sistema nervoso distinguendo nettamente il suo ambito da quello della psichiatria, la quale focalizza invece la sua attenzione sui disturbi mentali e del comportamento.

Neuropsicologia

Branca delle neuroscienze che studia la relazione esistente tra fenomenologia e basi nervose delle funzioni cognitive, vale a dire dei comportamenti degli organismi complessi, in primo luogo primati, sia umani sia non umani. La neuropsicologia si rivolge alle relazioni tra l’esperienza psichica (e il comportamento) e i processi neurobiologici su cui tale esperienza si fonda. La neuropsicologia tratta dunque essenzialmente delle funzioni mentali superiori nei loro rapporti con le strutture cerebrali, siano esse sane o compromesse.

Per un approfondimento della valenza clinica della disciplina si rimanda all'Area Clinica di questo sito. Per informazioni sugli strumenti di indagine ed i metodi di assessment si rimanda alla sezione Neuropsicologia.

Neuroscienze  

Insieme delle discipline che studiano le basi biologiche della mente e del comportamento, analizzando  in particolare i vari aspetti morfofunzionali del sistema nervoso. Le funzioni mentali e psichiche che vengono analizzate dalle neuroscienze sono  l’attenzione, la sensazione, la percezione, il sonno, la memoria, l’apprendimento, le emozioni, ecc. A questi studi concorrono, partendo da angolazioni concettuali anche molto diverse, la  neurofisiologia, la  neurofarmacologia, la biochimica con lo studio delle sostanze che costituiscono la comunicazione nervosa, la  biologia cellulare con lo studio delle cellule nervose,  le tecniche di neuroradiologia, la psicologia cognitiva e la neuropsicologia,  gli studi sull’intelligenza artificiale.

Nevrosi

Condizione di sofferenza della psiche provocata da disturbi, a condizionamento psichico (cioè psicogeni), per lo più di decorso cronico, che si estrinsecano con diversi sintomi (ansia, paure, coazioni, sintomi isterici) e con diverse caratteristiche (inibizione, insicurezza, labilità emotiva, conflittualità interiore).

Fu il medico scozzese Cullen a impiegare per la prima volta (1777) il termine, designando con esso tutte le malattie del sistema nervoso centrale e periferico non riconducibili a fattori infettivi. Nel corso dell’Ottocento, con nevrosi si indicavano disturbi d’organo senza una base organica. È a Charcot e, soprattutto, a Freud, che si deve il passaggio da una concezione patogenetica a una psicogena di certi disturbi psichici. Una nevrosi è dunque da considerare, freudianamente, come un disturbo psichicamente condizionato i cui sintomi sono la conseguenza immediata e l’espressione simbolica di un conflitto psichico patogeno, il quale resta inconscio.

Nistagmo

Movimento ritmico, involontario, succedentesi a scosse, che si può verificare in alcuni organi mobili: il capo, il velo pendulo del palato, l’occhio. Quest’ultimo, per la sua rilevanza clinica, rappresenta il nistagmo per antonomasia. La sua scossaconsta di due movimenti: una deviazione lenta del globo oculare (componente lenta) e un veloce ritorno alla posizione di riposo (componente rapida). Il fenomeno può insorgere spontaneamente o in esito a stimolazione. Il nistagmo spontaneo costituisce un fenomeno patologico clinicamente significativo e può avere origine vestibolare od oculare. Il primo è dovuto a lesione dell’apparato vestibolare oppure dei meccanismi centrali di regolazione della funzione vestibolare o delle vie periferiche connesse con detta funzione. Il secondo può dipendere da una imperfetta coordinazione della muscolatura oculare estrinseca, da un suo affaticamento, da un suo deficit motorio o da un deficit visivo.