Malattìa Mentale

Sindrome o modalità comportamentale o psicologica, clinicamente significativa, associata a un malessere o a una menomazione, da considerarsi manifestazione di una disfunzione comportamentale, psicologica o biologica della persona. Non esiste una definizione soddisfacente che specifichi i confini precisi del concetto di malattia mentale (o disturbo mentale, come talvolta si preferisce chiamarla). Tuttavia né il comportamento deviante (politico, religioso o sessuale), né i conflitti tra individuo e società sono da considerarsi malattia mentale, a meno che non siano sintomi di una disfunzione della persona come descritto sopra. 

Mania

stato psichico caratterizzato da euforia, allegria e ottimismo immotivati, da un’alterazione del corso dello psichismo nel senso di una accelerazione il cui grado estremo è rappresentato dalla disordinata "fuga delle idee". L’attenzione è labilissima, le associazioni facili e superficiali; esiste una incoercibile spinta a parlare (logorrea) e all’attività motoria che nei gradi estremi giunge a stati di agitazione psicomotoria. La stessa esaltazione si riscontra nel campo degli istinti, in particolare sessuali. Talora possono svilupparsi idee deliranti, il contenuto delle quali è di grandezza, di esaltazione della propria persona; non è eccezionale però che, agli ostacoli opposti dall’ambiente e alle eventuali misure coercitive adottate nei suoi riguardi, il paziente reagisca con idee di persecuzione di solito variabili e transitorie.

Manovra

Azione dell'esamiantore volta ad evocare un determianto segno o fenomeno.

Melanconia

Stato psichico caratterizzato da un’alterazione patologica del tono dell’umore, con un’immotivata tristezza, talora accompagnata da ansia, e con inibizione di tutta la vita intellettuale.

Memoria

Processo legato alla genesi di una modificazione (traccia mnestica) di un substrato, organico o non, attraverso il quale un determinato effetto persiste e diviene suscettibile di rimanifestarsi nel corso di ulteriori occasioni. In particolare, la funzione psichica, che nell’uomo raggiunge il completo sviluppo, di riprodurre nella mente stati di coscienza passati (immagini, sensazioni, nozioni), di poterli riconoscere come tali e di localizzarli nello spazio e nel tempo.

Mente

Il complesso delle facoltà umane che più specificamente si riferiscono al pensiero, e in particolare quelle intellettive, percettive, mnemoniche, intuitive e volitive.

Micrografia

Miniaturizzazione della scrittura, che si può verificare, come manifestazione patologica, nelle sindromi parkinsoniane.

Mielografia 

Esame radiologico del midollo spinale per la ricerca all’interno di esso di formazioni patologiche o di spostamenti anatomici. Si pratica con l’introduzione di un mezzo di contrasto radiologico nello spazio subaracnoideo. 

Motivazione

Termine che indica l’insieme dei motivi che, originati non dalla risposta a uno stimolo esterno ma dalle condizioni psicofisiologiche dell’individuo, determinano il comportamento dell’individuo stesso in una data situazione. Si parla di motivazione ogni qualvolta si vogliano isolare quei fattori che controllano il comportamento diretto a una meta; il comportamento di questo tipo è diversamente considerato a seconda degli orientamenti degli studiosi. Vanno distinti fattori ‘interni’ (pulsioni, bisogni ecc.) e fattori ‘esterni’ (incentivi). Ulteriori distinzioni possono introdursi ripartendo, per esempio, le pulsioni (e i bisogni) in primarie e secondarie, a seconda che si ritenga che la loro base sia strettamente biologica oppure acquisita (e quindi psicologica), oppure dividendo le motivazioni, nell’ambito della psicologia dinamica, in consce e inconsce.

Mutismo

Incapacità d’usare il linguaggio locutorio. A parte i casi nei quali è dovuto a ritardo o mancato sviluppo del linguaggio (sordomutismo ecc.), il mutismo può riscontrarsi in corso di malattie mentali (inibizione psichica ecc.) o come sintomo isterico.