Obnubilaménto

Annebbiamento, offuscamento, forte indebolimento: della vista; del sensorio; della coscienza. In particolare per obnubilamento del sensorio si intende uno stato soporoso, indebolimento delle funzioni sensoriali e, estensivamente, di quelle di orientamento, per deficit corticali o sottocorticali. L’espressione obnubilamento del sensorio è di estrazione antica: il sensorio era infatti considerato il centro comune delle sensazioni, la parte del cervello che sente e che si distingue da quella che pensa e da quella deputata alla motricità. Il suo obnubilamento non riguarda pertanto funzioni sensoriali somatiche specifiche e risulta evidente dall’anamnesi, dall’osservazione generale, dal colloquio con il paziente. Esso si manifesta solitamente nello stato confusionale o è un sintomo del primo grado del coma. Tipici obnubilamenti del sensorio sono quelli del precoma di origine metabolica (diabetico, epatico, uremico), quello del tifo, dell’ebbrezza alcolica e dell’azione di stupefacenti oppioidi.

Odd-ball

Paradigma sperimentale usato in per capire se un soggetto è capace di distinguere e riconoscere uno stimolo. Al soggetto vengono presentate delle sequenze di due stimoli, che differiscono per caratteristiche fisiche. Uno degli stimoli occorre frequentemente, l'altro infrequentemente (quest'ultimo è lo stimolo target), il soggetto deve riconoscere e contare gli stimoli rari. 

Oligofrenia

Stato d’insufficienza mentale, congenito o acquisito nei primi anni di vita. Fra le condizioni lesionali responsabili di questa sindrome, vanno citati gli stati tossici e infettivi capaci di danneggiare il germe o il prodotto del concepimento, le endocrinopatie, e fra queste principalmente le malattie della tiroide e dell’ipofisi, le encefalopatie malformative, come la microcefalia e l’idrocefalia, la craniostenosi, quelle di tipo tumorale, le encefalopatie da incompatibilità materno-fetale, quelle d’anomalo corredo cromosomico, come la sindrome di Down, e infine quelle malattie che presentano una patogenesi biochimica, come l’idiozia amaurotica o malattia di Tay Sachs e il gargoilismo.

Sul piano clinico generale, è propria della oligofrenia un’incapacità ad apprendere e ad accrescere il patrimonio ideativo mediante una personale prestazione di giudizio. Ciò non esclude che in alcuni casi si osservi un singolare talento in determinati campi, quale, per esempio, un’eccezionale memoria per i numeri o per la musica. L’attenzione è scarsa e incostante; la debolezza di giudizio e l’impossibilità di elaborare concetti astratti, separando l’essenziale dal particolare, sono presenti in grado più o meno marcato; il comportamento morale risulta notevolmente influenzato dai coefficienti affettivi. Gli oligofrenici manifestano di conseguenza incapacità o accentuata difficoltà a organizzare l’esistenza secondo un piano preordinato. Lo sviluppo del linguaggio è in relazione al grado di insufficienza mentale: su livelli particolarmente bassi, manca la formazione di un vero linguaggio e questi malati sono capaci di emettere unicamente suoni inarticolati. Si passa quindi, attraverso una serie di livelli intermedi, caratterizzati da una loquela goffa e sgrammaticata o da linguaggio infantile, a soggetti ipereccitabili che talvolta mostrano una sorprendente scioltezza di linguaggio. I casi con ritardo mentale lieve devono essere distinti dai casi di debolezza mentale apparente, rappresentati da quei soggetti che sembrano possedere delle capacità limitate, ma il cui rendimento intellettuale è invece influenzato da altri fattori, quali, per esempio, disturbi emotivi, nevrosi, carenza di stimoli ambientali nei primi anni di vita in conseguenza al collocamento in istituti o in altri ambienti affettivamente male integrati, oppure gravi disturbi della vista o dell’udito, gravi malattie della prima infanzia, torpore mentale dovuto a non corretto uso di psicofarmaci ecc.