Ecoencefalografia

Tecnica diagnostica usata in neurologia, che impiega la riflessione di impulsi ultrasuoni per la localizzazione di malattie cerebrali (ad esempio, tumori ed emorragie). Sfrutta la riflessione di un fascio di ultrasuoni diretto sulla struttura della linea mediana (epifisi se calcificata, pareti del terzo ventricolo, parte posteriore del setto pellucido) per desumere da un loro eventuale spostamento l’esistenza di un processo espansivo intracranico.

Elettroencefalografia

Registrazione grafica dei fenomeni elettrici che si svolgono nel cervello. È mezzo di indagine di fondamentale importanza per lo studio della fisiologia e della fisiopatologia dei centri nervosi e sussidio prezioso per la diagnostica di alcune malattie cerebrali a focolaio, per le variazioni che il tracciato (elettroencefalogramma) in questi casi presenta. La registrazione è realizzata applicando in punti diversi del capo due o più elettrodi (derivazioni) collegati, attraverso un amplificatore elettrico, a un oscillografo (metodo bipolare), oppure (metodo monopolare) applicando uno o più elettrodi sul capo e un altro su una parte del corpo elettricamente inattiva. 

Per un approfondimento è possibile collegarsi alla pagina EEG & ERP.

Elettroencefalogramma

Tracciato ottenuto con l'elettroencefalografia, la registrazione grafica dei fenomeni elettrici che si svolgono nel cervello. In condizioni normali e di assoluto riposo psicosensoriale, con il soggetto a occhi chiusi, consiste in oscillazioni sinusoidali che hanno una frequenza di 8÷13 Hz e un'ampiezza media di 10÷100 microvolt (ritmo alfa). Opportuni accorgimenti permettono di individuare i punti di origine di anomalie del tracciato e con questo di localizzare eventuali focolai morbosi.

Elettromiografia

Metodo di indagine fondato sulla registrazione dei fenomeni elettrici che accompagnano l’attività muscolare. L’elettromiografia permette di ottenere informazioni sullo stato funzionale dei muscoli, delle fibre e dei centri nervosi correlati, e permette di analizzare le varie componenti dei fenomeni bioelettrici concomitanti alla contrazione. 

Emianopsia

Mancanza della visione in una metà del campo visivo, monolateralmente o bilateralmente. Per comprendere i meccanismi patogenetici dell’emianopsia, si deve ricordare la complessa anatomia funzionale delle vie ottiche, che vanno dalla retina alla corteccia visiva.

  • Emianopsia da lesioni chiasmatiche: nelle lesioni del chiasma ottico l’emianopsia è bitemporale; frequentissima nei pazienti con macroadenoma ipofisiario, si sviluppa gradualmente e può essere completa o incompleta, interessando inizialmente solo i settori superiori del campo visivo. Anche meningiomi, aneurismi a livello chiasmatico, dilatazioni del terzo ventricolo, craniofaringiomi possono manifestare emianopsia bitemporale; se è interessato anche uno dei nervi ottici, il deficit campimetrico diventa completo.
  • Emianopsia da lesioni di un tratto ottico: dato che nel chiasma ottico le fibre della metà nasale di ciascuna retina si incrociano e proseguono nel tratto ottico insieme a quelle non incrociate della metà temporale dell’altro occhio, l’interruzione del tratto ottico di un lato provoca emianopsia controlaterale in entrambi gli occhi, cioè un difetto campimetrico della metà nasale omolaterale e della metà temporale controlaterale.
  • Emianopsia da lesioni delle radiazioni ottiche: queste emianopsie interessano le connessioni ottiche verso i lobi occipitali e provocano emianopsia di un quadrante del campo visivo superiore o inferiore rispettivamente per le fibre laterali o mediali (infatti nel loro decorso attraverso i lobi temporali le fibre superiori e inferiori di ciascuna retina divergono).
  • Emianopsia da lesioni della corteccia striata: in questi casi l’emianopsia è omonima bilaterale controlaterale, ossia interessa tutti e due i campi visivi dallo stesso lato, con o senza risparmio della zona della macula.

Emozione

Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti "espressivi" (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

Encefalopatia

Qualsiasi malattia caratterizzata da una lesione anatomica, per lo più diffusa, del parenchima encefalico, con caratteristiche evolutive più o meno spiccate, e di natura degenerativa, displasica, tossica, discrasica, dismetabolica o carenziale: rientrano fra le encefalopatie le vasculopatie cerebrali legate a un’alterazione del circolo generale o dell’albero arterioso, escluse quelle caratterizzate da lesioni acute a focolaio.

Epilessia

Sindrome neurologica complessa, caratterizzata dal periodico ripetersi di manifestazioni psicofisiche improvvise, quali sospensione o perdita della coscienza, stato confusionale, movimenti automatici e, nelle forme più gravi, convulsioni muscolari, dilatazione delle pupille, cianosi del volto, emissione di bava. L’epilessia come malattia va distinta dalla crisi epilettica, che è un evento clinico transitorio, privo di quella tendenza al ripetersi delle crisi che è un criterio fondamentale della diagnosi. La classificazione moderna distingue numerose forme di epilessia, la cui terapia è in genere di tipo farmacologico.